NATURE MORTE

Ancora una volta, i modelli sono secenteschi; e il percorso che l’artista compie dalla realtà alla sua rappresentazione e in qualche misura inverso rispetto al percorso compiuto dagli autori delle opere cui egli si ispira. Il pittore di “still life” intendeva mostrare innan-zitutto la propria maestria nel rendere la materia e la forma dei prodotti naturali, sia pure nel presupposto che conferir loro un ordine elegante, tradurli dunque in una composizione ornamentale, aggiungesse alla fragranza della loro presenza la sublimazione decorativa. Fusca parte di lì; ma non rifacendosi direttamente alle opere di pittura, bensì ricomponendo nel vero le alzate di frutta, gli intrecci vegetali raccolti su morbidi tendaggi attorno a una caraffa; insomma, dalla finzione ritornando alla realtà per trasfigurare una seconda volta i modelli. E dentro questa trasfigurazione sta certo l’ansia di equiparare la bellezza dei modelli, pur sapendo l’artista che di essi non potrà rendere uno degli aspetti del loro fascino, cioè la lontananza storica, e puntando egli dunque su un sublime più accentuato, su una totale decantazione del corruttibile e marcescibile. Le sue nature morte sono purissime, al massimo deterse da ogni sospetto di caducità.

Rossana BOSSAGLIA